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CopertineLa copertina della settimana

Geolier sul fondo della piscina:
vi ricorda «Nevermind»?

Seduto sott'acqua con carta e penna, senza soldi né gioielli. La copertina di «Tutto è possibile. Atto II» somiglia a quella dei Nirvana del 1991: tre cose che ci leggiamo noi, e la storia della foto originale.

19 ottobre 2026Redazione DroppaLettura 6 min
Copertine © Geolier / warnermusicitaly · Nirvana / DGC-Geffen
Copertine © Geolier / warnermusicitaly · Nirvana / DGC-Geffen

Un uomo seduto sul fondo di una piscina, l'acqua sopra la testa, un foglio e una penna in mano. Niente catene, niente orologi, niente contanti. È la copertina di «Tutto è possibile. Atto II», il secondo capitolo dell'album che Geolier ha pubblicato a gennaio, uscito il 16 ottobre per Atlantic Records Italy e Warner Music Italy. Chi ha più di trent'anni, o ha semplicemente una memoria per le copertine, pensa subito a un'altra piscina: quella di «Nevermind» dei Nirvana, 1991, con un neonato che nuota verso un dollaro.

Geolier non ha spiegato la copertina e, a quanto risulta, i crediti del fotografo non sono stati pubblicati. Quello che segue è quindi una lettura di Droppa, non una dichiarazione dell'artista. Le somiglianze però sono tre, e vale la pena metterle in fila.

Come è stata presentata

Geolier ha svelato la copertina il 28 settembre con un post su Instagram, dove il suo profilo supera i tre milioni e mezzo di follower, come ricorda Sky TG24. Rockol e Radio Italia la descrivono allo stesso modo: il rapper seduto sul fondo di una piscina con carta e penna, il titolo sospeso accanto a lui. Radio Italia lega l'immagine a un'abitudine vera: ogni mattina Geolier si allena in palestra e in piscina, e il nuoto è parte della sua routine.

Rolling Stone Italia inquadra il contesto. L'Atto I, uscito il 16 gennaio 2026, ha raccolto quattro dischi di platino ed è tornato più volte al primo posto della classifica FIMI; dentro ci sono la voce inedita di Pino Daniele nella title track, Sfera Ebbasta e Anna, Kid Yugi, 50 Cent in «Phantom» e Anuel AA in «Arcobaleno». L'Atto II arriva a nove mesi esatti e prima delle sei date allo stadio Maradona di Napoli del giugno 2027, tutte esaurite, con oltre 300.000 biglietti venduti. Il disco è uscito in CD e triplo vinile, autografato e non.

Prima lettura: il bambino è cresciuto

Su «Nevermind» c'è un neonato di quattro mesi in una piscina. Il disco che ha consacrato Geolier, nel gennaio 2023, si chiama «Il coraggio dei bambini»: primo in classifica, certificato cinque volte platino già nel febbraio 2024, come riportava Sky TG24, e terzo tra i migliori album italiani del 2023 per Rolling Stone Italia. Tre anni dopo, nella stessa inquadratura, in fondo alla vasca c'è un adulto. Se è una citazione, il messaggio è semplice: il bambino è cresciuto.

Seconda lettura: carta, penna e il suo nome

In mano Geolier ha solo un foglio e una penna, cioè la scrittura, da dove è partito. L'Atto II si apre con un brano intitolato «Per Emanuele», il suo nome all'anagrafe (Emanuele Palumbo, nato a Napoli il 23 marzo 2000, cresciuto nel Rione Gescal tra Secondigliano e Miano). È lo stesso nome del primo album, «Emanuele», uscito il 10 ottobre 2019. Secondo All Music Italia, il brano, prodotto da Drillionaire e Sottomarino, racconta tradimenti subiti e un ritratto in terza persona di un «Manuele» cambiato con la fama, quasi un estraneo. Un disco che riparte dal nome di battesimo e una copertina con solo un foglio in mano: le due cose si parlano.

Terza lettura: il dollaro e il foglio

Il bambino dei Nirvana insegue una banconota appesa a un amo. Geolier, che i soldi li ha già, sott'acqua non insegue niente: scrive. Sulla copertina non c'è un gioiello né una banconota, e in una copertina rap è una scelta che si nota. Il successo da una parte, la strada dall'altra: è la nostra interpretazione, e la lasciamo come tale.

La copertina originale: come nacque «Nevermind»

La storia dello scatto del 1991 l'ha ricostruita Rolling Stone Italia per i trent'anni del disco. Durante le registrazioni a Los Angeles, nel maggio 1991, Kurt Cobain resta colpito da un documentario sul parto in acqua, con le immagini al rallentatore di neonati che galleggiano. Comprare fotografie esistenti non è possibile, così Robert Fisher, responsabile artistico della Geffen, organizza un servizio fotografico ad hoc.

Il fotografo è Kirk Weddle, appena laureato all'istituto d'arte di Los Angeles, fan della band, con poca esperienza. Il set è il Rose Bowl Aquatic Center di Pasadena. Weddle si esercita con una bambola, poi scatta cinque foto in cinque secondi mentre Spencer Elden, quattro mesi, figlio di un amico, scende lentamente nell'acqua. La foto giusta è quella con le braccia aperte. La Geffen avrebbe preferito un altro scatto, ma Cobain insiste. Il compenso ai genitori è di poche centinaia di dollari: 200 secondo Il Post, 250 secondo Rolling Stone, che parla della tariffa standard per un modello anonimo.

Il dettaglio che tutti ricordano arriva dopo. La band pensa che alla foto manchi qualcosa; Cobain propone un amo da pesca puntato verso il bambino. Per l'esca si valutano una bistecca, un burrito, un CD come frecciata all'industria discografica. Vince la banconota da un dollaro, aggiunta in postproduzione insieme a qualche bollicina, mentre il fondo della piscina viene rimosso, come ricorda il blog di Pixartprinting. Cobain propone perfino un adesivo ironico per coprire i genitali del bambino, ma il disco esce senza, il 24 settembre 1991.

Lo stesso Weddle fotografa anche i quattro Nirvana in acqua, nella piscina di un edificio abbandonato. Quegli scatti non vengono usati e riemergono solo nel 2016, per il venticinquesimo anniversario. Dettaglio che dice una cosa: la piscina doveva essere del bambino, non della band.

Cosa è successo dopo

Spencer Elden è cresciuto con quella foto addosso: l'ha ricreata per gli anniversari del disco, nel 2008 si è tatuato «Nevermind» sul petto. Nell'agosto 2021, come raccontava Il Post, ha fatto causa ai membri superstiti della band, a Courtney Love, a Weddle e a Fisher, chiedendo almeno 150.000 dollari a ciascuno e sostenendo che l'immagine fosse pedopornografia. Nel settembre 2022 il giudice federale Fernando Olguin ha respinto la causa per prescrizione, perché presentata oltre dieci anni dalla scoperta del presunto danno; nel 2023 una corte d'appello l'ha riaperta, ritenendo che la ristampa del trentennale avesse azzerato i termini. Il 30 settembre 2025 lo stesso giudice ha chiuso di nuovo il caso: la copertina, ha scritto, non è pedopornografia, perché posa, ambientazione e contesto non suggeriscono nulla di sessuale, e Elden per anni ha tratto vantaggi dall'essere il bambino di «Nevermind». Secondo Loudwire i suoi legali potrebbero ricorrere ancora.

È una storia che spiega perché quella piscina pesa così tanto nell'immaginario: un'idea nata da un documentario, un dollaro aggiunto al computer, un bambino che per trent'anni è rimasto in copertina.

Omaggio o coincidenza

Per l'Atto II, intanto, i numeri parlano: la classifica FIMI/NIQ pubblicata il 23 ottobre lo dà al primo posto tra gli album al debutto, con Geolier che occupa anche le prime quattro posizioni dei singoli, «Non sei più tu» con Lazza, «Emanuele e Andrea» con Shiva, «Per noi» con Achille Lauro e «Winner», e con «Dio lo sa - Atto II» ancora decimo dopo due anni. La tracklist mette nove brani nuovi in testa, poi riprende l'Atto I: dopo «Per Emanuele» ci sono «Leggenda», «Rione di domenica», «Autorità», «Aspettando il miracolo» e i tre duetti.

Nessuna testata, tra quelle che abbiamo letto, ha collegato le due copertine, e Geolier non ha commentato: la domanda resta aperta. Guardatele una accanto all'altra, la vasca del 1991 e quella del 2026, e decidete voi. E se sapete chi ha scattato la foto di Geolier, scrivetecelo: il credito manca ancora.

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