
Chris Nolan, «La tavola dell'umore»: un producer album maturo.
Big ed emergenti allo stesso tavolo, e nessun feat messo lì per fare numeri. Il primo album di Chris Nolan, traccia per traccia.

TY1, «Junkie Musik»: un vestito per ogni ospite.
Quindici tracce e ventisette voci, dal boom bap di Noyz Narcos e Guè alla trap tesa di Kid Yugi: il produttore non adatta gli artisti alle basi, cuce a ognuno la sua.

Geolier, «Tutto è possibile – Atto II»: non è un repack.
Nove pezzi nuovi e una dichiarazione d'identità: l'Atto II chiude il cerchio aperto dal primo, dal rap crudo ai brani melodici.

Rkomi, «A Milano»: non per vendere, per raccontare.
Otto tracce in meno di venti minuti, dieci anni dopo «Dasein Sollen»: Rkomi torna a Calvairate con i beat di Robert Ner e un'intro che dice la verità sulla strada che si è lasciato alle spalle.

Fabri Fibra & Neffa, «Zarathustra Style»: da amare o da odiare.
Ventitré tracce, tutte prodotte da Neffa, nessun featuring e nessun singolo: il disco che chiude un cerchio aperto con «Turbe giovanili» è crudo, lungo e denso. Un duello di rime che non fa sconti.