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NewsNews · Premio Tenco

Fabri Fibra al Premio Tenco:
«il rap oggi è più innocuo».

Sabato 24 ottobre all'Ariston Frankie hi-nrg mc riceve il Premio Tenco alla carriera e Fabri Fibra debutta a Sanremo. Poche ore prima, con la stampa, una frase sul rap e sui soldi.

26 ottobre 2026Redazione DroppaLettura 5 min
Copertine © rispettivi artisti ed etichette
Copertine © rispettivi artisti ed etichette

«Il rap di oggi è più innocuo rispetto al rap di vent'anni fa, perché ovunque entrano i soldi la rabbia diminuisce.» Fabri Fibra lo ha detto sabato 24 ottobre a Sanremo, nell'incontro con la stampa del pomeriggio, poche ore prima di salire per la prima volta sul palco dell'Ariston come ospite della serata finale del Premio Tenco. La frase, raccolta da Rolling Stone Italia, è arrivata in una conversazione che toccava anche le proteste dei ragazzi, il costo della vita a Milano e il disco con Neffa.

La serata: il Tenco premia il rap

Il Premio Tenco 2026 era la quarantanovesima edizione, dal 22 al 24 ottobre al Teatro Ariston, con il tema «Dio è morto» preso da Guccini e la dedica alla memoria di Sergio Secondiano Sacchi. I premi alla carriera quest'anno erano cinque: Manuel Agnelli e gli Afterhours, Enzo Avitabile, Frankie hi-nrg mc, Max Manfredi e Paola Turci. Secondo Sky TG24 Frankie è il primo rapper a ricevere un Premio Tenco alla carriera, riconoscimento a oltre trent'anni di lavoro che hanno contribuito a fondare l'hip hop italiano.

La terza serata, condotta da Silvia Boschero, si è chiusa proprio con il rap. Frankie ha cantato «Quelli che benpensano», «Potere alla parola» e «Faccio la mia cosa», poi ha chiamato Fabri Fibra per «Autodafé e batteria», il brano che i due hanno inciso insieme per «Voce e batteria», l'album uscito il 24 aprile 2026 in cui Frankie ha ridotto tutto a voce, batteria e scratch. Fibra è rimasto sul palco da solo per «Goya» e per una rilettura, in chiave ironica, de «L'avvelenata» di Guccini, che del Tenco è stato un simbolo per decenni. Sul palco ha detto di Frankie: «Sono cresciuto con i suoi testi. È il mio Francesco Guccini». La risposta, riportata da Rolling Stone, è stata un «grazie fratello».

Per Fibra era davvero la prima volta: «Mai venuto a Sanremo in vita mia, mai stato al Festival», aveva detto ai giornalisti la mattina, come riporta SanremoNews. Nella stessa edizione la Targa Tenco per il miglior album in assoluto è andata a Caparezza con «Orbit Orbit»: due segnali, nello stesso fine settimana, di una rassegna nata per la canzone d'autore che apre le porte al rap.

Le parole sui ragazzi

Alla domanda sulle proteste dei giovani, a una settimana dai disordini di Milano del 17 e 18 ottobre, Fibra ha risposto: «Io mi stupisco sinceramente che sia successo solo adesso». Ha collegato la rassegnazione dei trentenni e dei quarantenni alla pressione economica, ha ricordato che a vent'anni guadagnava 1.200 euro al mese e ha detto che oggi le condizioni sono peggiori. Ha aggiunto di non pretendere di capire i ragazzi, ma di rispettarne la rabbia, e ha chiuso con una regola per sé: «Mai dimenticarsi di chi si era prima».

Sull'accusa che i rapper abbiano insegnato ai ragazzi a desiderare gli status symbol, ha ribaltato la prospettiva: il rap racconta la società, non la crea, e i simboli di lusso li esibiscono anche i politici. «Io non ho mai sbavato davanti a una vetrina», ha detto. E sul proprio mestiere: «Il superpotere dell'artista è la credibilità».

Più innocuo, ma dipende dall'artista

Il ragionamento sul rap «più innocuo» è tornato, con più sfumature, nell'intervista di Lucia Mora pubblicata da Rockol il 29 ottobre. Lì Fibra lega il cambiamento al prezzo del successo: «Il prezzo che ha pagato il rap è stato proprio quello di adeguarsi al sistema». Ma precisa che la differenza la fa il singolo artista e la sua capacità di non farsi comprare: su venti che firmano con una major, dice, diciotto fanno un disco e tornano a casa. Il suo riferimento resta l'autenticità, che nel titolo dell'intervista diventa «il mio Dio».

Nella stessa conversazione ha spiegato come è nato «Zarathustra Style», il disco con Neffa uscito il 9 ottobre: tre sessioni di lavoro, 23 brani, nessun singolo e nessun videoclip prima dell'uscita, nessun tour programmato. Una scelta contro la logica degli algoritmi, dice, che non gli ha impedito di entrare al primo posto della classifica FIMI nella settimana 42. Di Neffa ha detto: «è stata una delle prime persone che ho sentito fare rap italiano».

Da dove parla Fibra

Fabrizio Tarducci ha compiuto 50 anni il 17 ottobre. Ha cominciato nel 1994 con gli Uomini di Mare, quando si firmava Fabri Fil, ed è arrivato al grande pubblico nel 2006 con «Tradimento», il primo dei suoi album al numero uno. Vent'anni fa, quindi, il rap di cui parla era anche il suo: «Mr. Simpatia» (2004) e «Tradimento» sono i dischi di quegli anni. Il rapporto con Guccini non è un omaggio dell'ultimo minuto: «Mentre Los Angeles brucia», l'album del 2025, si apre proprio con un campionamento de «L'avvelenata».

Cosa succede ora

La frase sul rap innocuo è rimbalzata su agenzie e quotidiani nei giorni successivi, ma al momento non risultano repliche pubbliche da parte di altri rapper. Resta la domanda che la redazione ha posto ai lettori su Instagram: ha ragione Fibra? Il rap di oggi è più innocuo di quello di vent'anni fa, o è cambiato il modo di dire le cose?

Per rispondere con cognizione di causa, il punto di partenza è «Autodafé e batteria» su «Voce e batteria» di Frankie hi-nrg mc, dove Fibra ha scritto due strofe nuove su un beat fatto solo di batteria: il rap ridotto all'osso, come lo faceva chi ha iniziato trent'anni fa.

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