Chris Nolan, «La tavola dell'umore»:
un producer album maturo.
Big ed emergenti allo stesso tavolo, e nessun feat messo lì per fare numeri. Il primo album di Chris Nolan, traccia per traccia.

Recensione basata sulle impressioni della redazione.
Ci sono produttori che fanno un disco per mettere in fila i loro nomi più grossi, e produttori che fanno un disco per dire chi sono. «La tavola dell'umore», il primo album di Chris Nolan, uscito il 23 ottobre per Epic, appartiene alla seconda specie. È un producer album maturo: dieci tracce, un cast che mescola big ed emergenti, e nessun featuring che sembri messo lì per fare numeri.
Chi è Chris Nolan
Dietro lo pseudonimo c'è Christian Mazzocchi, produttore milanese classe 1995. Il suo nome è legato soprattutto a Tedua: è stato la metà sonora del rapper genovese e ha prodotto quasi interamente «Mowgli», il disco del 2020 che ha portato Tedua al grande pubblico. Negli anni ha lavorato anche con Ghali, Izi e Sfera Ebbasta. Fino a oggi, però, non aveva mai firmato un album suo.
L'annuncio è arrivato a sorpresa: il titolo «La tavola dell'umore» è comparso a giugno sul ledwall di San Siro, durante il concerto di Tedua, ed è stato poi presentato con un trailer sui suoi profili. Il 28 settembre è arrivata la copertina, il 12 ottobre la tracklist.
Il titolo e l'idea
La tavola dell'umore è quella che lega ogni colore a uno stato d'animo. Per Nolan è una metafora: il percorso necessario per riconoscere qualcosa di autentico dentro di sé e dargli un valore. In un'intervista a Rapologia ha raccontato che all'inizio voleva associare ogni brano a un colore della tavola; alcuni pezzi lo rispettano, ma forzare l'idea fino in fondo, ha detto, sarebbe stato un errore. Il risultato è un disco che non chiede di essere letto alla lettera, e l'intro «Origine» lo dichiara subito: è il patto con chi ascolta.
Anche l'immagine segue la stessa idea. La copertina, firmata da Riccardo Favatà, è il volto di Nolan dipinto di blu e attraversato da una materia bianca, su fondo nero: tre colori che il progetto usa come simboli. Il disco è diventato perfino un profumo, un extrait de parfum da 75 ml fatto con Nobile 1942 e uscito lo stesso giorno dell'album.
Gli ospiti
La scelta degli ospiti è il primo segno di maturità. Accanto a Tedua, che compare due volte, ci sono Jake La Furia, Massimo Pericolo, Neima Ezza, Gaia, Carl Brave, Sarah Toscano. Ma ci sono anche Latrelle, Joshua, Harmann, Alkhazar, Cate Lumina, Sayf, Giuse The Lizia, 18K, Prima Stanza a Destra: nomi che non spostano le classifiche e che qui hanno lo stesso spazio dei big. Nessuno sembra chiamato per gli ascoltatori che porta.
I picchi: «Secondi di rabbia» e «Il bagliore»
I due momenti più alti stanno ai lati opposti del disco, e per noi valgono entrambi 9,5. «Secondi di rabbia» mette insieme Neima Ezza, Massimo Pericolo e Tedua su un tema preciso: traumi di classe e rivalsa. È il pezzo più duro dell'album, e quello in cui gli ospiti sembrano scritti l'uno per l'altro.
«Il bagliore», con 18K e Prima Stanza a Destra, chiude il disco con la luce nel buio. Insieme all'intro è l'unica traccia composta interamente con strumenti suonati, e si sente: è la fine giusta per un disco che parla di stati d'animo.
Il resto del disco
«La ballata del ragno», con Tedua, è malinconia e ricordi sospesi: vale 9 ed è il pezzo che chi conosce la loro storia ascolterà per primo. «Fiori e cemento» mette le barre crude di Jake La Furia contro un ritornello sognante di Cate Lumina, e «Fight back», con Harmann e Alkhazar, è il punto in cui Nolan esce dalla sua comfort zone (8,5 entrambi). «Løng life», l'unico pezzo senza ospiti oltre l'intro, fa incontrare Timbaland e il festival.
«Stare bene», con Latrelle e Joshua, porta l'ansia su un beat che anestetizza, e «Lacie», con Sayf e Gaia, è solare fuori e amara dentro: 8 per tutte e due.
Il punto debole
Il momento più debole è «Ombre», con Carl Brave, Sarah Toscano e Giuse The Lizia: una pausa indie prima della fine, che per noi vale 7. Anche «Origine», a 7,5, resta un passo indietro rispetto al resto, più dichiarazione d'intenti che pezzo.
Il voto
«La tavola dell'umore» prende 8,5. È un producer album maturo, il primo di Chris Nolan, con due pezzi da 9,5 e nessun featuring messo per fare numeri. Se volete capire che cosa fa un produttore quando smette di lavorare per gli altri, partite da «Secondi di rabbia» e finite con «Il bagliore».
Traccia per traccia
Il patto con chi ascolta
Ricordi sospesi, malinconia
Ansia su un beat che anestetizza
Nolan fuori dalla comfort zone
Traumi di classe e rivalsa
Barre crude, ritornello sognante
Solare fuori, amaro dentro
Timbaland incontra il festival
Una pausa indie prima della fine
La luce nel buio