Fabri Fibra & Neffa, «Zarathustra Style»:
da amare o da odiare.
Ventitré tracce, tutte prodotte da Neffa, nessun featuring e nessun singolo: il disco che chiude un cerchio aperto con «Turbe giovanili» è crudo, lungo e denso. Un duello di rime che non fa sconti.

Nessun featuring, nessun singolo, nessun produttore esterno, nessun videoclip. Ventitré tracce messe in fila da due persone che si conoscono da trent'anni e che, a metà carriera abbondante, hanno deciso di fare il disco che nessuno aveva chiesto. «Zarathustra Style» è questo prima di tutto: una presa di posizione. Il risultato è crudo, lungo, denso, e divide. Lo diciamo subito: è un disco da amare o da odiare, e non c'è una via di mezzo.
Il disco
È uscito venerdì 9 ottobre 2026 per Dischi Numero Uno / Sony Music Italy, in digitale, CD e doppio vinile. Ventitré brani inediti, più «Non c'è bisogno», traccia 24 presente solo nel doppio vinile, secondo la tracklist annunciata a settembre. Si apre con la title track, «Trip» e «Jay-Z», passa per «Alienazione», «Promesse di agosto», «Impero», «Strada buia», «Carta pazza», «Money», e chiude con «Alfa Omega» e «Vampiri». Tre «Fonoteca», numerate da 1 a 3, scandiscono il percorso.
Tutte le basi sono di Neffa. Nessun ospite. A Rockol Fibra lo ha messo in una frase: «Sony ci chiedeva meno tracce. Ma lo abbiamo tenuto così, lungo, senza feat». A Billboard Italia ha aggiunto che la casa discografica aveva proposto nomi importanti e che i due hanno rifiutato: «Essere solo noi è stata una presa di posizione».
Un cerchio aperto nel 2002
La storia dietro al disco conta quanto il disco. Fibra e Neffa si conoscono dalla Bologna di metà anni Novanta: a Rolling Stone Fibra ricorda di averlo visto per la prima volta nel 1994 a una presentazione dei Sangue Misto, Neffa racconta di averlo avvicinato dopo una jam in piazza Nettuno. Qualche anno dopo Neffa, mentre lavorava a un album rap, capì di non volerlo più fare e offrì le sue basi a quel ragazzo di Senigallia: diventarono «Turbe giovanili», il primo disco di Fabri Fibra, uscito nel 2002 in un mercato che, dice lui, non esisteva. A Rockol Neffa ha precisato che quelle basi erano destinate al suo terzo disco rap, e che la versione secondo cui le avrebbe semplicemente abbandonate non è corretta.
Il ritorno al rap di Neffa è arrivato con «FoglieMorte», nel 2023, e da lì è partita la telefonata a Fibra. Le sessioni sono iniziate nell'ottobre 2024: secondo Fibra in una sola sessione c'era «praticamente mezzo disco», e in due settimane i due avevano circa due terzi dell'album. Poi ognuno è tornato al proprio disco solista, e si sono ritrovati per chiudere. Le regole, le ha dettate Fibra: «Niente featuring, solo noi due. I beat solo quelli di Neffa». Si registra finché non c'è più niente da dire. A Open, a fine ottobre, Fibra ha ridotto tutto a una coincidenza geografica: «La fortuna di avere Neffa a Milano, nello stesso quartiere».
Crudo: il duello
Il primo pregio del disco è che è crudo. Ventitré tracce prodotte da una persona sola, con due voci sole, senza un ritornello cantato da un ospite a tirare il fiato. È un duello di rime, e il duello è tra due scuole: il rap degli anni Novanta, quello della Bologna dei Sangue Misto da cui Neffa arriva, e il boom bap di oggi, quello che Fibra ha attraversato per vent'anni senza mai lasciarlo del tutto. Neffa stesso ha descritto a Rolling Stone un suono che va «dal citazionismo degli anni '90 alla trap»; Fibra a Billboard lo ha chiamato un disco boom bap che però non suona anni Novanta, in controtendenza con la scena italiana.
Il metodo di lavoro spiega il risultato. Neffa, racconta Billboard Italia, lavora sulla quantità: decine di beat, pochi tenuti. Fibra parla di «un lavoro di sartoria musicale», con cartelle di idee prese dalla musica indiana, peruviana, italiana e napoletana. A «Strada buia» è mancata una strofa per mesi; «Promesse di agosto» è nata da un ritornello usato come punto di partenza. Non ci sono singoli perché, dice Fibra a Rockol, i singoli di oggi sono copie di altre canzoni, e Neffa racconta di averne proposto uno a un discografico senza ottenere nessun interesse.
Lungo e denso: ostico
Il difetto è l'altra faccia dello stesso pregio. Ventitré tracce senza un featuring e senza una pausa sono tante, e il disco non fa niente per renderle più facili: è lungo, è denso, in certi punti è ostico. Non è un disco che si mette su in macchina e si lascia andare; chiede attenzione per ventitré tracce di fila, e la chiede a chi oggi è abituato a saltare un pezzo dopo trenta secondi.
Gli autori lo sanno. A Rolling Stone, il giorno del Premio Tenco, Fibra ha raccontato che i brani consegnati in origine erano quindici, già giudicati troppi dalla casa discografica, e che alla fine ne hanno pubblicati ventitré: «Abbiamo fatto una follia». Neffa, a Open, ha detto che la classifica per questo disco «non è prevista», che è stato pensato «contro la classifica», e ha scherzato sui fan che parlano già di un primo disco di Zarathustra: «Un franchise!». Nessun seguito annunciato, e nessun tour: Fibra dice che per adesso non ce n'è uno in programma, ma che i brani dal vivo li porteranno «in un modo o nell'altro».
I numeri, contro ogni previsione
Il disco pensato contro la classifica è andato in classifica. Nella settimana 42 FIMI, dal 9 al 15 ottobre, «Zarathustra Style» ha debuttato al primo posto tra gli album e al primo tra i formati fisici, secondo All Music Italia, davanti a Geolier e Annalisa. La settimana dopo è sceso al quindicesimo. Anche questo dice qualcosa sul disco: chi lo voleva lo ha comprato subito, in vinile e in CD, nella settimana d'uscita.
Per chi ha vent'anni e conosce Neffa solo per le canzoni cantate, è il modo migliore per capire da dove arriva il rap italiano. Per chi ha seguito Fibra da «Turbe giovanili» è il disco che chiude quel cerchio, ventiquattro anni dopo. Per tutti gli altri resta la domanda che abbiamo messo sotto il reel: da amare o da odiare, da che parte si sta. L'unico modo per rispondere è arrivare fino a «Vampiri».
COSA FUNZIONA
- Crudo: 23 tracce prodotte da Neffa, zero featuring
- Duello di rime tra rap anni '90 e boom bap di oggi
COSA MENO
- Lungo e denso: ostico
Fonti
- Rolling Stone Italia, «Così parlarono Neffa e Fabri Fibra» (07/10/2026)
- Rockol, «Fabri Fibra e Neffa: “Abbiamo camminato su una corda tesa”» (14/10/2026)
- Billboard Italia, «Neffa e Fabri Fibra non hanno bisogno di domande» (10/10/2026)
- Open, «Fibra, Neffa e il loro disco “contro quello che l'industria discografica ha fatto al rap”» (26/10/2026)
- Rolling Stone Italia, «Fabri Fibra: “Mi stupisco che i giovani protestino solo adesso”» (24/10/2026)
- QdS, «Fabri Fibra e Neffa annunciano l'album Zarathustra Style» (15/09/2026)
- TicketOne Magazine, «Fabri Fibra e Neffa hanno svelato la data d'uscita del loro album» (15/09/2026)
- Open, «Dischi: Mina, Fibra & Neffa, Levante, Rkomi, Capossela, Mengoni, Baby K, Guè. Le recensioni» (11/10/2026)
- All Music Italia, «Album e singoli più venduti: Zarathustra Style primo, Annalisa risale, Mina e Levante debuttano» (16/10/2026)
- imusicfun, «FIMI, le classifiche della settimana #43 2026» (23/10/2026)