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OpinioniRecensione · album

Geolier, «Tutto è possibile – Atto II»:
non è un repack.

Nove pezzi nuovi e una dichiarazione d'identità: l'Atto II chiude il cerchio aperto dal primo, dal rap crudo ai brani melodici.

16 ottobre 2026Redazione DroppaLettura 3 min
Geolier, «Tutto è possibile – Atto II». Copertina © Geolier / Warner Music Italy
Geolier, «Tutto è possibile – Atto II». Copertina © Geolier / Warner Music Italy
8/10Il nostro voto, dopo l'ascolto.
Recensione basata sulle impressioni della redazione.

Quando un artista pubblica la seconda parte di un disco, il sospetto è sempre lo stesso: tracce avanzate rimesse in fila per tenere alta l'attenzione. Con «Tutto è possibile – Atto II» non è così. Sono nove pezzi nuovi, usciti il 16 ottobre per Warner Music Italy, e insieme suonano come una dichiarazione d'identità: chi è Geolier adesso, dopo gli stadi e Sanremo.

Da dove arriva l'Atto II

Per capire il peso di questo disco bisogna ricordare la strada che c'è dietro. Emanuele Palumbo, in arte Geolier, viene da Secondigliano e ha debuttato nel 2019 con «Emanuele», pubblicato da BFM, l'etichetta appena fondata da Luchè. Nel 2024 è arrivato secondo a Sanremo con «I p' me, tu p' te» e a giugno ha riempito lo stadio Maradona per tre sere di fila, il primo artista a riuscirci.

«Tutto è possibile», il suo quarto album, è uscito all'inizio del 2026 con sedici tracce, ed è tornato in cima alla classifica degli album anche ad agosto, a mesi dall'uscita: segno di un disco che il pubblico non ha smesso di ascoltare. L'Atto II, annunciato l'8 ottobre con la tracklist, lo completa: con i nuovi brani il progetto arriva a 25 tracce in tutto.

Il suono: dal rap crudo ai pezzi melodici

La cosa che colpisce di più è l'equilibrio. Il disco va dal rap crudo e frontale ai pezzi melodici come «Winner», e nessuno dei due lati schiaccia l'altro. Non è il Geolier che rinuncia al rap per la radio, né quello che rifiuta la melodia per sembrare più duro: tiene insieme le due cose come nei suoi momenti migliori.

Gli ospiti

Gli ospiti sono tre, e tutti entrano nel suo mondo invece di portarlo nel loro. Lazza in «Non sei più tu», Shiva in «Emanuele e Andrea», Achille Lauro in «Per noi». Tre nomi diversissimi tra loro, che in mano a un altro avrebbero trascinato il disco in tre direzioni; qui suonano tutti come parte del suo racconto.

I numeri

La risposta del pubblico è stata immediata. Nella classifica FIMI della settimana 43, dal 16 al 22 ottobre, i primi quattro singoli più venduti in Italia sono suoi: «Non sei più tu» con Lazza è primo, seguono «Emanuele e Andrea» con Shiva, «Per noi» con Achille Lauro e «Winner». Nella Top 10 dei singoli otto pezzi su dieci portano il suo nome, quattordici nella Top 50. Tra gli album, l'Atto II è primo.

Il limite

Il problema dell'Atto II non è la qualità, è la quantità. Con l'Atto I sono 25 tracce: un mattone per chi ascolta ogni tanto, che rischia di perdersi prima di arrivare ai pezzi migliori. Chi lo segue da «Emanuele», invece, ha materiale per mesi.

Cosa funziona e cosa meno

Funziona il fatto che non sia un repack: nove pezzi nuovi, scritti per stare in piedi da soli. Funziona l'equilibrio tra rap crudo e melodia, e funziona il modo in cui Lazza, Achille Lauro e Shiva vengono portati dentro il suo mondo. Funziona meno la durata complessiva del progetto, che chiede molto a chi non è già dentro.

Il voto

«Tutto è possibile – Atto II» prende 8. Non è un repack ma un disco che si regge da solo, e i numeri della prima settimana dicono che il pubblico l'ha capito subito.

COSA FUNZIONA

  • Non è un repack: 9 pezzi nuovi
  • Dal rap crudo ai pezzi melodici come «Winner»
  • Lazza, Achille Lauro e Shiva nel suo mondo

COSA MENO

  • Con l'Atto I sono 25 tracce: tante per chi ascolta ogni tanto
Fonti: Ascolto della redazione; FIMI/NIQ settimana 43; Deezer.